Ricominciamo dagli occhi


Il Covid ci ha tolto più di quanto pensassimo e lo sta ancora facendo.

Non possiamo toccarci, non possiamo abbracciarci, né stringerci la mano.

Mentre manteniamo le debite distanze, non possiamo neanche vederci sorridere o capire se c'è qualcosa che non va da quella piega delle labbra diversa dal solito .

Con tutte queste mascherine volevi renderci anonimi, ma caro COVID hai perso!

Tra tante disgrazie, la pandemia ci ha fatto un regalo: ci ha obbligato a non abbassare lo sguardo, a fissarci negli occhi senza timore di essere invadenti, senza imbarazzo. E così abbiamo scoperto le mille sfumature dell'anima dei nostri compagni di sventura, quelle simpatiche rughe di espressione... Niente nasi storti, rossetto sbavato, barbe e capelli imperfetti...solo CUORE!

Ancora fradici sotto questa tempesta che accenna a spostarsi altrove, storditi per quello che abbiamo passato, memori di settimane in cui non abbiamo più distinto il lunedì dalla domenica, la notte dal giorno, ci facciamo sorprendere dagli occhi di chi ci è vicino e magari ci facciamo carico di un piccolo bisogno, una parola di incoraggiamento, un gesto di speranza, accenniamo una canzone da cantare insieme, per creare uno sorriso dietro un sipario. Far star bene lui, guarirà anche noi e ci renderà più umani verso i nostri malati. Perchè la nostra storia di sanitari acquista ancora più valore se lungo la strada prestiamo la spalla ai compagni e la nostra vittoria sarà più luminosa se al traguardo portiamo qualcuno con cui festeggiare. Certo, si potrebbe parlare di cosa vuol dire per te vincere, ma un gesto inaspettato di gentilezza è contagioso e può cambiare molte cose.

Intanto, ricominciamo dagli occhi.


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