ETNA VTE. Pulmonary embolism: an enemy not to be underestimated.


Questo studio di fase III ha valutato la sicurezza e l'efficiacia di edoxaban nella pratica clinica.

Più di 2400 pazienti in 8 stati europei, un quarto dei quali era in trattamento per una recidiva di TEV e un 2.8% presentava un episodio pregresso di sanguinamento maggiore, sono stati seguiti per un anno.

I pazienti sono stati trattati con edoxaban 60 mg, riducendo il dosaggio a 30 mg/die secondo scheda tecnica (Cl creatinina 15-50 mg/dl, peso <60 kg, concomitante terapia con Inibitori di P-gp).

Cosa è emerso?

La recidiva di TEV era del 2,83%, i tassi di sanguinamento (minore e maggiore) del 13 %, il tasso di ictus dello 0,83% e la mortalità per tutte le cause del 3,37%. 

I pazienti in trattamento per EP (associata o meno a TVP) presentavano tassi numericamente più elevati di mortalità per tutte le cause (4,08% contro 2,85%), mortalità cardiovascolare (1,69% contro 1,21%) e tassi di sanguinamento maggiore rispetto a quelli con sola TVP (2,39% contro 1,57%).

Ancora una conferma che presentare un episodio embolico polmonare sintomatico si associa ad un rischio di complicanze (emorragiche o trombotiche) e di mortalità, superiore rispetto ad una TVP senza sintomi suggestivi di EP.

Questo non significa che il paziente a cui diagnostichiamo una TVP non presenti anche una embolia polmonare asintomatica. Fino al 50% delle TVP si associano ad un EP di varia entità, ma siamo a portati a cercarla solo se la clinica è suggestiva.

Considerando che la terapia è stessa, potremmo pensare che è inutile cercare l'EP quando abbiamo già una diagnosi di TVP, se il paziente è emodinamicamente stabile e presenterebbe comunque un s-PESI basso, indicativo di una prognosi benigna. Invece questo studio sembra dirci che la presenza di EP sintomatica identifica pazienti che sono più a rischio di complicanze, in cui conviene prestare un'attenzione maggiore a rischi di sanguinamento, di recidiva tromboembolica e di morte per eventi cardiovascolari in costanza di terapia anticoagulante.

Sono pazienti che meritano un follow up clinico-laboratoristico più stretto e a cui non lesinare qualche accertamento cardiologico in più.

Cohen AT, Hoffmann U, Hainaut P, et al. ETNA VTE Europe: A contemporary snapshot of patients treated with edoxaban in clinical practice across eight European countries [published online ahead of print, 2020 Aug 18]. Eur J Intern Med. 2020;S0953-6205(20)30328-9. doi:10.1016/j.ejim.2020.08.014

www.diegotonello.com

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