Lipedema: quando le gambe non dimagriscono con la dieta.
- diego tonello

- 24 gen
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Il lipedema è una patologia cronica del tessuto adiposo sottocutaneo, prevalentemente femminile, caratterizzata da accumulo simmetrico di grasso in regione gluteo‑femorale e spesso associata a dolore, facilità al livido e limitata risposta alla dieta. Riconosciuto nell’ICD‑11, rimane sottodiagnosticato per scarsa familiarità clinica; la diagnosi precoce è cruciale per limitare progressione e complicanze.
Epidemiologia e aspetti genetici
Le stime di prevalenza sono eterogenee e probabilmente sottostimate; studi in popolazioni selezionate riportano percentuali elevate.
Esordio tipico in età puberale o in fasi di variazione ormonale; forte componente familiare (30–89% nei report).
Evidenze genetiche suggeriscono una base poligenica con possibili varianti in geni legati al metabolismo steroideo e alla biologia degli estrogeni; tuttavia non esiste ancora un singolo gene causale consolidato.
Fisiopatologia e reperti istologici
Meccanismi multifattoriali: influenza ormonale (estrogeni), alterazioni microvascolari e linfatiche, ipertrofia adipocitaria, fibrosi e infiltrazione macrofagica.
Dati multi‑omici indicano alterazioni metaboliche (es. aumento di piruvato, ceramidi) e possibile disregolazione del calcio cellulare.
Il quadro patologico può includere iperpermeabilità capillare e accumulo di liquidi extracellulare; il rapporto con insufficienza linfatica secondaria è ancora dibattuto.
Diagnosi e ruolo dell’imaging
Diagnosi clinica basata su: distribuzione bilaterale e sproporzionata del grasso, dolore/dolorabilità, scarsa risposta alla dieta, assenza di coinvolgimento marcato di mani e piedi. Segni utili: lividi facili, segno del polsino.
Strumenti di supporto: ecografia per valutare SAT; RM e MR linfangiografia per fibrosi e alterazioni linfatiche; DXA per quantificare distribuzione del grasso; ICG per mappare flusso linfatico superficiale.
Mancano criteri diagnostici standardizzati e biomarcatori validati; la stadiazione esistente non sempre riflette la gravità soggettiva dei sintomi.
Approccio terapeutico pratico
Obiettivi: ridurre dolore, migliorare funzione e qualità di vita, prevenire progressione verso lipolinfedema.
Terapia conservativa: controllo del peso, dieta personalizzata, esercizio fisico a basso impatto (idroterapia, cammino, esercizi di forza), Terapia Decongestiva Complessa (MLD, compressione, esercizi miolinfocinetici). Supporto psicologico e gestione delle comorbidità sono essenziali.
Farmaci e integratori: evidenze limitate; alcuni flavonoidi e omega‑3 possono dare beneficio sintomatico ma mancano RCT robusti. Evitare farmaci che peggiorano edema (es. glucocorticoidi, tiazolidinedioni) salvo indicazioni specifiche.
Intervento chirurgico: la liposuzione tumescente è l’opzione più consolidata per casi selezionati, con miglioramento di dolore e volume; non è una cura definitiva e richiede follow‑up e terapia conservativa continuativa. Valutare rischi e pianificare eventuali più sedute.
Conclusioni
Il lipedema è una sindrome complessa con impatto funzionale e psicosociale significativo; la pratica clinica richiede un approccio multidisciplinare.
Priorità di ricerca: definire criteri diagnostici standard, identificare biomarcatori e marcatori genetici, chiarire i meccanismi ormonali e microvascolari, condurre trial controllati su interventi conservativi e valutare esiti a lungo termine della chirurgia.
Raccomandazione pratica immediata: aumentare la consapevolezza clinica, integrare valutazione specialistica (angiologia, linfologia, endocrinologia, fisioterapia) e offrire percorsi diagnostico‑terapeutici strutturati per migliorare outcome e qualità di vita.
Riferimenti
Faria AM, Valerio CM, Barcellos CR, Oliveira RA, Trujilho FR, Baiocchi JMT, Cifarelli V, Scherer PE, Halpern B. Unraveling lipedema: comprehensive insights and the path to future discoveries. NPJ Metab Health Dis. 2026 Jan 17;4(1):3.




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