IRONIC study . Tanti interventi inutili nella claudicatio?

L'esercizio fisico è meno costoso ed efficace tanto quanto la rivascolarizzazione nella claudicatio intermittens.

La prevalenza della claudicatio intermittens è del 7% nei pazienti con più di 60 anni, ed eleva enormemente il rischio cardiovascolare dei nostri pazienti.

Anche se l'arteriopatia periferica evolve raramente in ischemia critica, la claudicatio intermittens riduce in significativamente la qualità di vita del paziente che, quando il disturbo diventa invalidante, accetta di buon grado un intervento di rivascolarizzazione.

Evidenze scientifiche mostrano come l'esercizio di marcia supervisionato sia in grado di migliorare la claudicatio intermittens che la qualità di vita del paziente.

Questo studio, condotto in un dipartimento di chirurgia vascolare svedese, ha confrontato i benefici offerti dalla rivascolarizzazione chirurgica e dall'esercizio di marcia supervisionato con un follow up di 5 anni.

Sorprendentemente, i benefici dalla rivascolarizzazione a lungo termine non sono apparsi superiori alla terapia medica massimale (terapia ipolipemizzante, anti-aggreganti piastrinici, controllo della pressione arteriosa ed un eventuale un corso per smettere di fumare) associata all'esercizio fisico controllato. Inoltre il costo sostenuto dal sistema sanitario per un esercizio di marcia supervisionato per 5 anni era marcatamente inferiore al costo dell'intervento chirurgico subito anni prima da metà del gruppo di pazienti.

L'esercizio fisico regolare prevedeva tre sessioni alla settimana di almeno mezz'ora di nordic walking.

La rivascolarizzazione poteva essere effettuata con tecnica chirurgica open o endovascolare, secondo le raccomandazioni della TASC II.

La qualità di vita veniva testata con SF36 e con un test specifico per l'arteriopatia periferica (HRQoL).

Sono stati arruolati 158 pazienti che sono stati poi seguiti per 5 anni. 79 pazienti sono stati candidati all'intervento di rivascolarizzazione, 6 dei quali hanno poi rifiutato la procedura per un miglioramento clinico grazie all'esercizio di marcia regolare che avevano intrapreso in attesa dell'intervento.

Dei 79 pazienti candidati alla terapia fisica, 20 sono stati successivamente sottoposti a procedure chirurgiche per un peggioramento clinico.

Complessivamente il beneficio iniziale ottenuto nel gruppo dei pazienti rivascolarizzati veniva progressivamente perso al termine del follow up, quando i due gruppi non presentavano più una differenza statisticamente significativa nella qualità di vita. L'incremento dell'intervallo libero di marcia alla fine dei 5 anni era sovrapponibile (circa 50 m).

Il costo del trattamento di rivascolarizzazione era inoltre significativamente maggiore (circa $ 6000/paziente in più rispetto alle spese sostenute per l'esercizio fisico supervisionato).

I risultati ci devono far riflettere, soprattutto in considerazione che l'esercizio fisico supervisionato per gli arteriopatici in pochissime realtà viene offerto dal sistema sanitario.


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Djerf H, Millinger J, Falkenberg M, Jivegård L, Svensson M, Nordanstig J. Absence of Long-Term Benefit of Revascularization in Patients With Intermittent Claudication: Five-Year Results From the IRONIC Randomized Controlled Trial.Circ Cardiovasc Interv. 2020;13(1):e008450. doi:10.1161/CIRCINTERVENTIONS.119.008450




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